Sfidare le convenzioni, innovando.
Molto più di una decisione consapevole, il traguardo che Joseph Hubertus Pilates ha posto come sfida di un’intera vita ha assunto nel tempo connotazioni quasi mistiche, viaggiando intonso nel tempo come solo le grandi idee possono fare.

• GLI INIZI
Nato in Germania nel 1880, la sua naturale tendenza visionaria fu alimentata dalle precarie condizioni di salute, che lo portarono a inventare un sistema di esercizi unico, attraverso cui liberare il corpo da ogni tipo di limitazione fisica.

Il metodo da lui inventato, che all’inizio fu denominato “Contrology”, “l’arte del controllo”, s’ispira liberamente alle filosofie orientali, fondendo contemporaneamente le tecniche di concentrazione e respirazione dello Yoga con l’esercizio fisico della ginnastica e dello sport.


• IL PERIODO AMERICANO
Pacifista convinto, nel 1926 decise di abbandonare la sua patria pur di non concedere i propri servigi all’esercito tedesco, e si trasferì a New York.

Nella Grande Mela Pilates, insieme con la moglie Clara, aprì un laboratorio nello stesso edificio che ospitava il New York City Ballet. Il successo fu subito strepitoso, soprattutto tra i ballerini di Manhattan.

Dopo la sua morte, nel 1967, la sua opera, i cui principi erano stati inseriti nel libro da lui stesso scritto “Return to Life trough Contrology”, venne proseguita soprattutto dalla moglie, lei stessa insegnante della disciplina.

 

• I GIORNI NOSTRI
Oggi, il metodo Pilates è considerato uno tra i metodi ginnici classici, e ha ricevuto importanti riconoscimenti a livello mondiale. Primo fra tutti, quello della nota rivista di fitness “Idea Source”, che lo ha nominato una delle tre principali tecniche di benessere del futuro.